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Nube tossica su via dei Gordiani a Roma: l’incendio al campo rom riaccende l’allarme ambientale

Le fiamme hanno squarciato il buio a via dei Gordiani, nel quadrante est di Roma, ieri sera lunedì 13 aprile. Il violento rogo divampato all’interno del campo rom, a pochi passi dalla fermata della metro C Teano, ha sollevato una colonna di fumo denso che riporta prepotentemente al centro del dibattito il problema del degrado e la vulnerabilità ambientale all’interno del V Municipio.

Il bilancio della serata è di quelli che lasciano il segno: cento persone evacuate dal campo in fretta e furia mentre l’aria diventava irrespirabile. Ma è ciò che le fiamme hanno sprigionato a preoccupare maggiormente. La combustione ha interessato materiali di ogni tipo, alimentando il timore per la dispersione di diossine e sollevando il pesante sospetto della presenza di amianto tra i detriti carbonizzati. Per i residenti di via Teano, e delle zone limitrofe, la minaccia non è stata solo visiva. Alcuni abitanti hanno raccontato lo sgomento nel vedere le proprie abitazioni invase dalla fuliggine, con finestre e balconi scuriti da una coltre tossica che conferma la gravità dell’accaduto: “Avevamo balconi e finestre invasi dal fumo e l’aria era irrespirabile” hanno testimoniato a Opera2030 alcuni residenti della zona.

L’origine del disastro non sarebbe però accidentale, bensì il culmine violento di una faida tra famiglie del campo rom degenerata rapidamente. La cronaca dei fatti descrive la fuga di quattro individui, ritenuti i responsabili del rogo, che hanno tentato di far perdere le proprie tracce a bordo di un’auto, travolgendo nella corsa una donna e un agente di polizia. La donna è stata prontamente trasferita in codice giallo all’ospedale Casilino, mentre i fuggitivi sono stati bloccati e arrestati dagli agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale. Ora dovranno rispondere delle pesanti accuse di incendio doloso e lesioni.

Al di là dell’azione criminale, resta il nodo irrisolto di un territorio costretto a convivere con una precarietà cronica. L’incendio a via dei Gordiani rappresenta l’ennesima ferita per un quartiere dove il rischio per la salute sanitaria cammina di pari passo con quella ambientale.

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