Ispra con IdroGEO trasforma la finanza sostenibile, per una transizione ecologica attuabile
Finanza, economia e ambiente sono sempre più connessi, per una transizione ecologica attuabile, misurabile e sempre più competitiva. Lo dimostra il lavoro fatto da ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientalet, con IdroGEO, che di fatto trasforma la finanza sostenibile da obbligo normativo a opportunità competitiva con la nuova “Piattaforma per la sostenibilità della finanza e delle imprese” introducendo indicatori chiave ambientali scientificamente validati, che consentono a imprese, operatori finanziari e PMI di misurare l’impatto ambientale, quantificare le emissioni e i rischi fisici.
La piattaforma nazionale IdroGEO rappresenta infatti lo strumento chiave di ISPRA per il monitoraggio del dissesto idrogeologico e permette la consultazione, l’analisi e la condivisione di mappe e indicatori, dati fondamentali nell’ambito dell’obbligo assicurativo per le imprese contro i rischi derivanti da eventi catastrofali e la gestione dei rischi finanziari. Tra gli strumenti chiave per il monitoraggio del dissesto idrogeologico, dobbiamo ricordare anche MER, un sistema quotidiano di censimento frane e alluvioni, che include la mappatura integrale di tutta la costa italiana.
L’operatività è fissata dopo l’estate 2026 ma è in corso la campagna di comunicazione “Facciamo Circolare”, organizzata da ISPRA in collaborazione e con il finanziamento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Come ha ricordato in occasione di un recente evento sul tema Maria Alessandra Gallone, presidente ISPRA, “IdroGEO è una piattaforma che consentirà alle aziende di comprendere, nel modo migliore possibile, lo stato del territorio su cui operano e di conseguenza, anche in questo modo, di poter dare rassicurazioni e poter accedere sia a finanziamenti che a modelli assicurativi”.
Ma a chi si rivolge la piattaforma IdroGEO? A tutti, in primis a chi è a rischio alluvione e può quindi proteggersi da condizioni di rischio. Guardiamo ai dati: il 94% del nostro territorio è coinvolto, è allora urgente passare da una fase di emergenza a una fase di programmazione. Da veri custodi dell’ambiente, non da proprietari dell’ambiente, facendo sì che le esigenze tra il mondo della transizione ecologica e quelle economiche e sociali vadano di pari passo.



