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Da Bruxelles buone notizie sull’Intelligenza artificiale con l’avatar che dialoga nella Lingua dei Segni

Non c’è solo la preoccupazione per una IA sempre più autonoma nelle sue scelte, capace addirittura di hackerare i dati di un’azienda per superare i test che la stessa corporation aveva messo in campo per valutarne le potenzialità. Da Bruxelles arriva infatti una buona notizia in termini di inclusione, accessibilità e salute. Nel corso del recente convegno internazionale “Artificial Intelligence for Accessibility – From Innovation to European Standard”, al Parlamento europeo di Bruxelles, Istituzioni, mondo scientifico, imprese e associazioni si sono confrontati sulle prospettive offerte dalle nuove tecnologie per la costruzione di un modello europeo di AI orientato all’inclusione, alla tutela dei diritti e alla centralità della persona. E particolare interesse ha suscitato l’avatar intelligente sviluppato da QuestIT – Vection Technologies, presentato nel corso dei lavori e in grado di interagire con gli utenti attraverso la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e la Lingua dei Segni Internazionale, favorendo una comunicazione più immediata e inclusiva e un accesso facilitato alle informazioni e ai servizi digitali.

La soluzione, è stato ricordato, è già utilizzata in diverse realtà italiane, tra cui le stazioni ferroviarie di Roma Termini e Milano Centrale e l’aeroporto di Cagliari, dove permette alle persone sorde di accedere a informazioni e servizi attraverso sistemi digitali dedicati. La tecnologia è stata inoltre adottata da Acquevenete per rendere più accessibili informazioni su bollette e servizi e potrebbe trovare presto applicazione anche nella Pubblica Amministrazione e nelle istituzioni europee, con ulteriori sviluppi dedicati ai servizi digitali e alla diffusione di contenuti sempre più accessibili.  Ma a Bruxelles si è anche parlato di   applicazioni dell’intelligenza artificiale in sanità e nella medicina di precisione, con un approfondimento sul contributo che queste tecnologie possono offrire alla prevenzione, alla personalizzazione delle cure e allo sviluppo di sistemi sanitari e sociali sempre più innovativi. al futuro dell’intelligenza artificiale in Europa e alla necessità di coniugare innovazione, responsabilità, sostenibilità e tutela dei diritti fondamentali.

L’appuntamento di Bruxelles ha rappresentato l’avvio di un percorso europeo volto a contribuire alla definizione di una visione condivisa dell’intelligenza artificiale, capace di mettere al centro le persone e rendere l’innovazione uno strumento concreto di inclusione e accessibilità. Dal confronto è emersa la necessità di accompagnare lo sviluppo dell’AI con competenze scientifiche, regole condivise e una forte attenzione alla dimensione etica. La tecnologia potrà così diventare uno strumento concreto di progresso, migliorare la qualità della vita e contribuire a una trasformazione digitale fondata sull’innovazione responsabile, sull’inclusione e sulla tutela della dignità umana. Se la persona resta al centro, come ha ricordato anche Papa Leone XIV, dell’IA non c’è da aver paura.

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