UniCredit, domani chiude Ops ma con Commerzbank è sempre più scontro
Milano, 15 giu. (askanews) – Alla vigilia della chiusura dell’Ops di UniCredit su Commerzbank, si inasprisce lo scontro sull’operazione, da sempre osteggiata dal management della banca tedesca che a più riprese ha continuamente criticato la strategia del gruppo italiano e il premio a suo avviso poco allettante proposto ai soci. Ma, nelle ultime settimane, nella guerra di accuse reciproche a finire nel mirino sono state le comunicazioni al mercato e le modalità con cui la banca guidata da Andrea Orcel si è assicurata (a oggi) il sostegno da parte dell’11,91% del capitale di Commerzbank e l’utilizzo dei derivati.
Nel giorno in cui la Procura di Francoforte ha comunicato di aver avviato un’indagine preliminare su una presunta manipolazione del mercato a seguito di una denuncia presentata contro ignoti alla BaFin dal consiglio di fabbrica di Commerbank, questa mattina UniCredit è passata al contrattacco, rispondendo punto per punto alle recenti accuse di Commerzbank sulla correttezza dei dati forniti, ribadendo di aver ha sempre agito con “trasparenza” e nel “pieno rispetto” delle normative, e arrivando a minacciare indirettamente di sostituire il management della seconda banca tedesca. Le partecipazioni e gli interessi azionari sono stati comunicati “in modo chiaro e accurato”, ha replicato UniCredit, e le affermazioni relative a presunte attività di prestito titoli sono “infondate”. Semmai, “la confusione e la conseguente narrazione fuorviante hanno avuto origine dalle dichiarazioni di Commerzbank”. Proprio per questo la banca italiana si è rivolta direttamente alla Bafin, chiedendo all’Autorità federale di vigilanza finanziaria “una valutazione approfondita delle circostanze relative a tali dichiarazioni, della loro attendibilità e del loro apparente intento di compromettere l’integrità del processo di offerta, generando confusione tra gli stakeholder”.
Alle 14 di oggi le adesioni all’Ops sono lievemente salite all’11,91% del capitale (dall’11,86% di venerdì). Domani a mezzanotte chiude l’offerta avviata il 5 maggio, solo venerdì si conoscerà il dato definitivo, poi ci saranno i supplementari per ulteriori due settimane di adesioni (dal 20 giugno al 3 luglio), come previsto dalla normativa tedesca. UniCredit già possiede il 26,77% di azioni Commerzbank e, con le adesioni odierne, la quota diretta sale così al 38,68%, ben sopra l’obiettivo fissato del 30% (55,1% potenziale considerando i derivati). Forte della partecipazione che è arrivata a detenere, UniCredit per la prima volta ha ventilato oggi l’ipotesi di sostituire il management di Commerzbank. “Qualora UniCredit ottenesse un adeguato sostegno assembleare in sede di assemblea dei soci – ha sottolineato nella comunicazione odierna -, sarebbe nella posizione di nominare tutti i rappresentanti degli azionisti nel consiglio di sorveglianza, il quale a sua volta sarebbe competente per la nomina del consiglio di gestione. UniCredit ritiene che tale assetto consentirebbe l’attuazione di una strategia orientata alla creazione di valore di lungo periodo, rafforzando Commerzbank, in particolare nel mercato domestico tedesco, e posizionandola in maniera competitiva per il futuro”. Una parte del comunicato stigmatizzata dall’Handelsblatt: “Per la prima volta, il gruppo italiano parla apertamente di licenziare la guida di Commerzbank. Questo sarebbe anche un affronto al governo federale”, ha titolato il sito online del quotidiano economico tedesco.
Alla vigilia della chiusura dell’Ops, che prevede un concambio di 0,485 azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank, il titolo Commerzbank ha chiuso a 36,21 euro (-1,68%), UniCredit a 74,57 euro (+1,73%), riducendo lo sconto allo 0,12%.