San Giovanni e l’interscambio impossibile: scale mobili rotte, ascensori guasti e passeggeri costretti alla corsa

ROMA – Un’altra serata di caos ieri alla stazione di San Giovanni, uno dei principali nodi di scambio del trasporto pubblico romano. Scale mobili fuori servizio da mesi, ascensori improvvisamente guasti e centinaia di passeggeri costretti a una corsa contro il tempo per riuscire a prendere l’ultima coincidenza della Metro C – persa dal sottoscritto, ça va sans dire – affrontando un infinito saliscendi di scale, spesso di corsa, perché anche quelle della Metro C erano parzialmente bloccate, con il concreto rischio di farsi male.
È questa la pièce che va regolarmente in scena nell’interscambio di San Giovanni. Un’infrastruttura che dovrebbe rappresentare uno dei punti di forza della mobilità romana si trasforma invece in un percorso a ostacoli. Quando gli impianti sono fuori servizio e le coincidenze non vengono garantite, il sistema scarica sui cittadini il peso della propria incapacità di assicurare condizioni minime di efficienza, accessibilità e sicurezza.
Ieri sera, in particolare, chi proveniva dalla Metro A aveva già accumulato ritardi significativi a causa dell’attesa del convoglio. Arrivati a San Giovanni, alle due scale mobili in salita inutilizzabili da tempo si sono aggiunti gli ascensori che hanno improvvisamente smesso di funzionare. Il flusso dei viaggiatori si è così trasformato in una massa di persone bloccate davanti a un percorso già fortemente penalizzato dai guasti.

Di fronte al rischio concreto di perdere la coincidenza e di dover attendere i tempi imprevedibili dei bus notturni, molti utenti hanno abbattuto o aggirato le barriere che impedivano l’accesso alle scale mobili ferme, risalendo le rampe pur di raggiungere la Metro C. È seguita una corsa affannosa lungo scale e corridoi, in mezzo alla ressa, con il rischio di cadute e incidenti. Una situazione pericolosa, certamente aggravata dall’inciviltà di alcuni passeggeri, ma resa possibile anche dalla mancanza di alternative realmente praticabili.
Eppure, paradossalmente, un’alternativa esiste. A San Giovanni è presente un tunnel che collega direttamente le banchine della Metro A e della Metro C, ma non può essere utilizzato perché non sono stati completati gli adeguamenti richiesti dalla normativa antincendio. Di conseguenza, per effettuare l’interscambio, i passeggeri sono costretti a uscire dai tornelli di una linea, percorrere il livello sottostante la superficie stradale e rientrare nella stazione dell’altra linea.
Una vera e propria ruota per criceti che, per molti viaggiatori, si traduce nell’amara sorpresa della coincidenza persa e nell’attesa del servizio sostitutivo notturno, spesso ben oltre tempi accettabili per una capitale europea.
La vicenda riapre interrogativi che attendono ancora una risposta: quanto tempo dovremo aspettare per vedere ripristinate condizioni normali di accessibilità e sicurezza in una delle stazioni più importanti della rete metropolitana della Capitale?
Perché ciò che è accaduto ieri sera non è un episodio isolato. È il sintomo di un problema strutturale che da troppo tempo viene tollerato e che continua a penalizzare ogni giorno migliaia di utenti.



