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Fed, gli ex presidenti difendono Powell: “Attacco all’indipendenza”

Roma, 12 gen. (askanews) – L’iniziativa del Dipartimento di Giustizia Usa contro il presidente della Federal Reserve Jerome Powell rappresenta “un tentativo senza precedenti di attacco per minare l’indipendenza” della banca centrale Usa. E in questo modo la politica monetaria negli Stati Uniti rischia di assomigliare a quella dei paesi in via di sviluppo. Lo affermano una lunga lista di ex presidenti della Federal Reserve, ex segretari di Stato al Tesoro e ex consiglieri economici della Casa Bianca, in maniera bipartisan prevalentemente di campo democratico, ma non solo, in un documento firmato a seguito delle vicende rivelate nel corso della notte dallo stesso Powell.

Tra i firmatari compaiono Ben Bernanke, ex presidente Fed; Jared Bernstein, ex consigliere di Joe Biden; Jason Furman, ex concigliere di Barack Obama; Timothy Geithner segretario al Tesoro di Obama e presidente della Fed di New York; Alan Greenspan, storico ex presidente Fed, sotto le presidenze Reagan, Bush, Clintone George W. Bush; Glenn Hubbard, ex concigliere di George W. Bush; Jacob J. Lew, ex segretario al Tesoro sotto Obama; Gregory Mankiw, ex consigliere di George W. Bush; Henry M. Paulson, ex segretario al Tesoro sotto George W. Bush; Kenneth Rogoff, ex capo economista del Fmi; Christina Romer, ex consiglera di Obama; Robert E. Rubin, segretario al Tesoro durante la presidenza Clinton e Janet Yellen, ex presidente della Fed e segretario al Tesoro.

“L’indipendenza della Federal Reserve e la percezione del pubblico di questa indipendenza sono cruciali per le performance economiche, incluso il raggiungimento degli obiettivi che il congresso ha fissato alla Fieldes stabilità dei prezzi, massima popolazione e moderazione dei tassi sul lungo termine – scrivono – incriminazione presidente Fero Powell è un tentativo senza precedenti di utilizzare attacchi persecutori per minare questa indipendenza. Questa è come viene condotta la politica monetaria in mercati emergenti con economie deboli, con ricadute molto negative in termini di inflazione e di funzionamento più in generale delle economie. Non c’è spazio per questo negli Stati Uniti il cui principale interesse lo stato di diritto che alla base del nostro successo economico”.

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