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Trump sminuisce ruolo alleati in Afghanistan, Meloni reagisce: “Inaccettabile”

Roma, 24 gen. (askanews) – Dalla ‘candidatura’ al premio Nobel, ieri, all’indignazione per le parole sull’Afghanistan, oggi. Un cambio di scenario repentino per Giorgia Meloni che ha letto con “stupore” le parole di Donald Trump che ha criticato gli alleati Nato che, a suo dire, in Afghanistan stavano “lontani dal fronte”.

Oggi, dopo lunghe ore di silenzio, il governo ha replicato, con una dichiarazione della presidente del Consiglio che ha messo nero su bianco parole dure, non usuali da parte sua nei confronti del presidente Usa. Ma del resto, con 53 soldati italiani morti proprio in missione in Afghanistan, era impossibile tacere.

“Il Governo italiano – ha scritto Meloni – ha appreso con stupore le dichiarazioni del Presidente Trump secondo cui gli alleati della NATO sarebbero ‘rimasti indietro’ durante le operazioni in Afghanistan”. La premier ricorda che “dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, la NATO ha attivato l’Articolo 5 per la prima e unica volta nella sua storia: un atto di solidarietà straordinario nei confronti degli Stati Uniti. In quell’imponente operazione contro chi alimentava il terrorismo, l’Italia rispose immediatamente insieme agli alleati, dispiegando migliaia di militari e assumendo la piena responsabilità del Regional Command West, una delle aree operative più rilevanti dell’intera missione internazionale. Nel corso di quasi vent’anni di impegno, la nostra Nazione ha sostenuto un costo che non si può mettere in dubbio: 53 soldati italiani caduti e oltre 700 feriti mentre erano impegnati in operazioni di combattimento, missioni di sicurezza e programmi di addestramento delle forze afghane. Per questo motivo, non sono accettabili affermazioni che minimizzano il contributo dei Paesi NATO in Afghanistan, soprattutto se provengono da una nazione alleata”. Italia e Stati Uniti, sottolinea Meloni, “sono legati da una solida amicizia, fondata sulla comunanza di valori e sulla collaborazione storica, ancora più necessaria di fronte alle molte sfide in atto. Ma l’amicizia necessita di rispetto, condizione fondamentale per continuare a garantire la solidarietà alla base dell’Alleanza Atlantica”.

Lunedì il governo farà anche un passo ufficiale: il ministro della Difesa Guido Crosetto invierà una lettera formale al segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth e al segretario generale della Nato Mark Rutte.

Al momento da parte di Trump è arrivata una parziale retromarcia, ma solo – dopo la dura protesta di Keir Starmer – per quanto riguarda i militari del Regno Unito.

Intanto Meloni è sotto accusa da parte delle opposizioni per il suo atteggiamento nei confronti di Trump. “E dopo 36 ore anche Giorgia Meloni ha capito che doveva criticare le parole di Trump sui nostri caduti in Afghanistan e nel resto del mondo. Ultima a parlare ma meglio tardi che mai. Viva le donne e gli uomini che difendono l’Italia con il coraggio che la Premier purtroppo non ha”, scrive sui social Matteo Renzi. “Palazzo Chigi diffonde una nota indignata per le parole di Trump sull’Afghanistan, ma continua a fingere di non vedere il punto politico centrale: la subalternità totale del governo italiano al presidente americano. Prima si chiede il Premio Nobel per la Pace per Trump, poi ci si scandalizza quando Trump insulta gli alleati e offende anche i militari italiani caduti e feriti in Afghanistan. È il solito, ipocrita gioco delle parti”, accusa Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde.

“Dopo avere sponsorizzato Trump per il premio Nobel senza dire una parola sull’offesa ai nostri caduti e feriti in Afghanistan – ironizza Giuseppe Conte – Giorgia Meloni ha finalmente capito che il disonore era così forte che non poteva tacere oltre. Nessuno deve permettersi di offendere la nostra bandiera, neppure il nostro più potente alleato. Per ora bene così. Dopo con calma rifletteremo sui fallimenti della nostra politica estera ormai evidenti a tutti”.

Critica con Meloni, ma per le violenze dell’ICE in Usa, anche la segretaria del Pd Elly Schlein: “Come si può pensare di candidare al Nobel per la Pace l’uomo che è responsabile di tutto questo? L’Italia non merita di scivolare così in basso”.

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