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Torna a splendere cripta Chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco

Roma, 3 nov. (askanews) – Il restauro della cripta della Chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco restituisce una magnifica testimonianza dell’arte funeraria tra il XVII e il XVIII secolo in un luogo di un culto a Roma. L’intervento realizzato dalla Soprintendenza Speciale di Roma con i fondi PNRR Caput Mundi, oltre a garantirne la tutela e la conservazione ha nuovamente reso agibile e accessibile la cripta. Dal 5 novembre, ogni giovedì fino al 10 dicembre, la cripta sarà aperta a ingresso gratuito dalle 15 alle 20.

“La città conserva, anche nei luoghi meno visibili, un patrimonio di grande valore, testimonianze che si sono sovrapposte e trasformate nel corso dei secoli – commenta Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – La cripta delle Sacre Stimmate ne è un esempio prezioso: grazie alle risorse del PNRR, possiamo restituirla alla cittadinanza e aprirla alle visite, ampliando lo sguardo sulla storia e sulla complessità di Roma”.

Nelle due sale della cripta sono stati consolidate e restaurate le decorazioni ossee, le pareti con affreschi a finto marmo e l’affresco della Deposizione che era stato compromesso dall’umidità, nonché ricostituito il pavimento e riposizionate le lapidi, dopo gli scavi. Inoltre, è stata garantita l’agibilità del sotterraneo, con il rifacimento della pavimentazione, la creazione di una passerella, una nuova illuminazione a led, la riapertura dell’ingresso storico alla cripta e un piano di monitoraggio e manutenzione periodica che consentono l’accesso per le celebrazioni religiose e per le visite.

“Abbiamo lavorato sulla cripta come su un insieme unitario – spiega Marta Baumgartner, archeologa della Soprintendenza e curatrice dell’intervento – nel quale architettura, apparati decorativi e preesistenze archeologiche, grazie a un nuovo percorso, raccontano la storia del luogo. Ogni scelta è stata pensata secondo i principi del minimo intervento e della reversibilità, con l’obiettivo di rendere nuovamente accessibili questi spazi senza alterarne l’identità e, allo stesso tempo, permetterne una lettura completa”.

Costituito dalla Chiesa, l’Oratorio, la Sagrestia e il Cimitero, il complesso delle Sacre Stimmate di San Francesco sorge a pochi passi da Piazza Argentina, nella zona anticamente denominata Campo Marzio, originariamente luogo paludoso vicino al Tevere che a seguito delle bonifiche in epoca augustea si arricchisce di importanti monumenti.

Durante il XIII secolo nell’area, ormai nota come Rione Pigna, era presente un edificio di culto dedicato ai quaranta martiri di Sebaste, che nel Cinquecento passa all’Arciconfraternita delle Sacre Stimmate di San Francesco. Il cimitero dovrebbe risalire alla prima fase della chiesa, ma l’Arciconfraternita al suo insediamento continua a usarlo per i suoi membri almeno fino al Seicento. Nel XVIII secolo l’edificio venne ricostruito dall’architetto Giovan Battista Contini e oggi ospita importanti opere d’arte, come il crocifisso ligneo di Alessandro Algardi, e il dipinto di Francesco Trevisani che rappresenta San Francesco con le stimmate. Anche l’assetto attuale delle due sale della cripta risale al Settecento e conserva una virtuosistica decorazione di elementi osteologici, ricavati dall’ossario, ingentilita dagli affreschi sulle pareti. Sotto la pavimentazione della cripta sono presenti muri di epoca romana, riconducibili probabilmente al complesso del Diribitorium, edificio adibito allo scrutinio delle votazioni che avvenivano negli adiacenti Sæpta Julia costruiti da Giulio Cesare.

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