Bending Spoons blindata dai fondatori post Ipo, al ceo il 21,9% dei voti
Milano, 24 giu. (askanews) – Bending Spoons resterà blindata dai fondatori anche dopo la quotazione sul Nasdaq. Nessuno venderà le proprie azioni ordinarie e tutti e quattro gli italiani che nel 2013 hanno avviato l’avventura manterranno i diritti riservati alle azioni privilegiate di classe A che garantiscono il voto maggiorato. A conti fatti, dopo la quotazione a New York che porterà la capitalizzazione della società in area 17 miliardi di dollari, Luca Ferrari avrà il 21,9% dei diritti di voto, seguito a breve distanza da Matteo Danieli al 20,6%, Luca Querella al 20,2% e Francesco Patarnello al 19,9%. Rispetto allo scenario pre-quotazioni, ciascun fondatore ‘perderà’ solo lo 0,4% dei diritti di voto complessivi. E’ quanto emerge dai documenti consegnati alla Sec.
Il range di prezzo per la quotazione varia tra i 26 e i 28 dollari per azione. Le sole quote che verranno portate sul mercato sono quelle ordinarie e ai fondatori non ne sono rimaste molte: solo Ferrari ne possiede 644mila, dal valore teorico di circa 17 milioni di dollari. Gli altri tre founder le hanno vendute tutte nei precedenti round.
Diverso per i top manager che continueranno ad avere qualche azione nel salvadanaio. Il Cfo Davide Scarpazza ha oltre 3,8 milioni di azioni e non ne venderà nessuna, per un valore teorico di oltre 100 milioni di dollari. Il Cto Francesco Mancone possiede 1,9 milioni di titoli mentre il co-Cfo Enrico Martinelli ne conta 1,55 milioni. Valore teorico che per loro varia da 40 ai 50 milioni di dollari.
Tra gli azionisti che vendono figurano, invece, i fondi e finanziarie che nel tempo hanno sostenuto Bending Spoons. La lussemburghese Galileo Quattordici venderà almeno 11,3 milioni di titoli per un incasso di 300 milioni di dollari e manterrà una partecipazione pari all’1,2% dei diritti di voto. Baillie Gifford Overseas cederà almeno 7 milioni di titoli (circa 190 milioni di incasso), tenendo l’1,9% dei diritti. L’italiana Tip di Giovanni Tamburi consegnerà 2 milioni di azioni per 50 milioni di dollari e manterrà oltre 15 milioni di titoli, per quasi 400 milioni di valore teorico. Usciranno dal capitale He holdco e Tiger Iron che venderanno i loro interi pacchetti azionari da 2,6 e 561mila azioni.