Pastore “GSE gestisce 2,5 mln di impianti, spiegare transizione è sfida decisiva”

ROMA (ITALPRESS) – “Quando un cittadino installa un impianto fotovoltaico o un Comune costituisce una comunità energetica, lì c’è il GSE. Il nostro compito è essere l’abilitatore della transizione energetica in Italia. Si tratta di un tema che riguarda tutti perchè incide direttamente sulla vita quotidiana. Il sistema energetico è però complesso e il nostro ruolo è renderlo più comprensibile, offrendo servizi trasparenti e strumenti che aiutino cittadini e imprese a orientarsi”. E’ questo il messaggio che Vito Pastore, direttore Relazioni esterne e Programmazione strategica del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), affida alla diciottesima puntata di “Power Talks, il potere della comunicazione”, format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, condotto da Andrea Ruggieri. Al centro della conversazione il ruolo del GSE – società partecipata dal MEF – nell’accompagnare la transizione energetica del Paese, la necessità di semplificare i processi senza banalizzarli e l’importanza di costruire una cultura dell’energia più consapevole. Un sistema complesso nel quale, sottolinea Pastore, la comunicazione non è un semplice megafono, ma un ponte tra istituzioni, imprese e cittadini. “Io guardo dove l’azienda va e lo comunico contestualmente – sottolinea Pastore -. La scelta dell’attuale amministratore delegato, Vinicio Mosè Vigilante, è stata quella di creare una direzione che prima non esisteva, costruendo un ponte verso l’esterno che aiutasse anche l’azienda, in questo momento particolare rispetto alla transizione energetica. L’obiettivo è mettere la comunicazione al tavolo dove si prendono le decisioni, facendola diventare uno strumento che accompagna la strategia e non un semplice megafono ex post”.
Ma dove sta andando il GSE? “Dopo oltre vent’anni di attività, il Gestore dei Servizi Energetici sta evolvendo sempre di più verso un ‘strumentò abilitatore della transizione energetica. Siamo stati dietro le quinte del cambiamento del sistema energetico italiano, un processo continuo e difficile da raccontare. Oggi la direzione è quella della semplificazione dei processi e dell’efficientamento di meccanismi che per anni sono stati percepiti come troppo burocratici. L’obiettivo è rendere il sistema più accessibile e più rapido, mantenendo il necessario rigore nella gestione delle risorse pubbliche”.
Sul tema delle autorizzazioni e, la tempististica, agli impianti da fonti rinnovabili, Pastore invita a distinguere i diversi livelli di competenza anche rispetto ad altre nazioni. “L’Italia ha caratteristiche territoriali e vincoli molto diversi da quelli di altri Paesi europei – spiega -. Le peculiarità morfologiche del nostro Paese incidono inevitabilmente sui procedimenti autorizzativi. Il GSE, comunque, non rilascia autorizzazioni, ma ha contribuito a velocizzare le procedure attraverso attività di pre-istruttoria affidate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dimezzando i tempi di approvazione”.
Secondo Pastore, dal 2022 il modo in cui cittadini e imprese guardano all’energia è profondamente cambiato. “Oggi è un tema di incredibile interesse che riguarda tutti perchè incide direttamente sulla vita quotidiana. Il sistema energetico è molto complesso e il nostro compito è renderlo più comprensibile, offrendo servizi trasparenti e strumenti che aiutino cittadini e imprese a orientarsi”.
“I numeri del GSE sono impressionanti: gestiamo circa due milioni e mezzo di impianti alimentati da fonti rinnovabili, in gran parte fotovoltaici. Questo significa confrontarsi ogni giorno con milioni di utenti e garantire, da un lato, rapidità nell’erogazione degli incentivi e, dall’altro, la massima attenzione nella gestione delle risorse pubbliche”.
Grande attenzione è riservata anche alla comunicazione. “Stiamo investendo nella formazione, nei social network e in nuovi strumenti digitali per spiegare temi spesso percepiti come riservati agli addetti ai lavori. L’energia è ormai una questione che interessa direttamente cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni”. Infine, uno sguardo al futuro: “Bisogna puntare sull’autoconsumo e sull’efficienza energetica. Produrre una parte dell’energia che si consuma e ridurre gli sprechi permette di proteggersi dalla volatilità dei prezzi. Oggi gli impianti costano molto meno rispetto al passato e ogni chilowattora autoprodotto rappresenta un risparmio concreto in bolletta”, conclude.
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