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Fontana contro Vannacci ma per Salvini può restare: ci chiariremo

Roma, 29 gen. (askanews) – Roberto Vannacci “è un problema per i giornalisti non per gli italiani, non per la Lega. Noi abbiamo voglia di costruire, crescere, non di litigare”. Nella sala della Regina a Montecitorio, dopo aver concluso la cerimonia di presentazione del volume sui discorsi di Roberto Maroni, Matteo Salvini usa proprio la storia di uno dei fondatori della Lega per provare ad abbassare la tensione che nel partito hanno suscitato le mosse del generale: “Maroni – ricorda – cominciò in Democrazia proletaria. Nella Lega c’è spazio per la sensibilità di tutti da che è mondo è mondo”.

A sentire il vicepremier, dunque, non c’è aria di cacciata dal partito dell’europarlamentare a cui lui stesso consegnò la tessera leghista un anno fa nominandolo vicesegretario qualche mese dopo. Ma il malumore per le sortite di Vannacci – da ultimo la registrazione del simbolo ‘Futuro nazionale’ – soprattutto tra i governatori del Nord persiste. Oggi è il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a esporsi: “Mi sono fatto l’idea che ci sia qualcosa di un po’ anomalo. Che possano esserci idee diverse all’interno di uno stesso partito è una cosa normale e può essere motivo di crescita culturale; ma quando si iniziano a creare circoli organizzati, si iniziano a tenere incontri, si registra un simbolo e uno statuto e si rimane all’interno di un altro partito con la qualifica di vicesegretario, allora è una cosa un po’ anomala”. Parole che non possono lasciare Salvini indifferente. Anche perché, come osserva lo stesso Fontana, se l’ex generale vada espulso è lui a doverlo decidere.

A rimarcare la differenza con le posizioni vannacciane così distanti dalla Lega delle origini celebrata oggi a Montecitorio anche dal presidente della Camera Lorenzo Fontana (“Noi siamo quella cosa lì”) e dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è ancora una volta il capogruppo a Montecitorio Riccardo Molinari. In una nota in cui prende le distanze dalla conferenza stampa organizzata dal leghista Domenico Furgiuele insieme a sigle neofasciste come Casapound su un tema caro a Vannacci, la remigrazione, puntualizza: “La Lega storicamente non ha mai avuto nulla a che fare con Skinhead e facinorosi. Sarebbe stato molto meglio parlare dello straordinario lavoro che il Ministro Piantedosi e il sottosegretario Molteni stanno facendo sul fronte della sicurezza, invece che di una proposta di legge che non è della Lega”.

Vannacci, in una intervista al Corriere della Sera, ribadisce che quello depositato lo scorso 24 gennaio, mentre a Rivisondoli andava in scena la kermesse leghista ‘Idee in movimento’, “è solo un simbolo. Ci pensavo da un po’” e sui sondaggi che danno un suo eventuale partito come minimo al 2% commenta: “Io non mi accontento. Punto in alto. Voglio di più. Il sei, il dieci, il quindici, il venti per cento”. E all’obiezione che così sparirebbe la Lega, ribatte: “No, la Lega andrebbe al 30%…”. Quindi con lui dentro.

“Fantascienza”, come dice lui, o Psyops – operazione psicologica tanto usata in ambito militare, o, più banalmente, una “trollata”, sta di fatto che il tema sta lasciando sulle spine anche chi nel progetto del Mondo al Contrario che diventa un partito ci crede davvero. L’associazione nata per sostenere le idee del generale tuttavia scricchiola, non gode di buona salute. E oggi perde altri pezzi. I responsabili dei team di Milano, Varese, Busto Arsizio e Verona dichiarano la “rottura totale e definitiva” con un movimento che definiscono “un bluff politico e organizzativo”, “un fallimento conclamato”. In un durissimo comunicato affermano che “l’unico vero interesse dimostrato dalla dirigenza è stato quello di organizzare incontri pubblici a pagamento, trasformando quello che avrebbe dovuto essere un movimento politico in una sorta di circuito commerciale”.

Tra chi ha rotto con Vannacci definendolo un bluff c’è la convinzione che l’ex generale punti a mantenere il suo seggio in Europa, a restare a Bruxelles dove ha in programma di traslocare a settembre anche tutta sua la famiglia. Il simbolo ‘Futuro nazionale’ sarebbe un’operazione di marketing per vendere gadget e nei progetti dell’europarlamentare non ci sarebbe neanche una candidatura alle politiche del 2027, figuriamoci un partito, bensì una conferma alle Europee del 2029.

Intanto, il profilo Istagram inaugurato ieri annunciando “Italia, stiamo arrivando” si svuota: i due post pubblicati ieri vengono eliminati. Un probabile passo indietro in attesa del chiarimento tra segretario e vice. Restano quasi 3mila follower e l’invito a unirsi al canale Telegram dove nel frattempo si anima il dibattito sul futuro del generale: fuori o dentro alla Lega?

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