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Al via a Roma “Scintille”, stagione 2026 di danza Orbita-Spellbound

Roma, 7 gen. (askanews) – Parte il 19 gennaio ‘Scintille’, la stagione 2026 del Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita-Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini. Fino al 15 maggio, 4 mesi di programmazione in 4 luoghi diversi per l’unica stagione della Capitale interamente dedicata alla danza contemporanea. Novità di quest’anno, l’approdo al Teatro Ambra Jovinelli che si aggiunge a luoghi ormai consolidati come Teatro Palladium, Spazio Rossellini, Teatro Biblitoteca Quarticciolo.

Grandi maestri ed esponenti del nuovo panorama coreutico, riallestimenti di spettacoli ormai storici e nuove creazioni, protagonisti della scena italiana e ospiti internazionali sono le coordinate di un programma in cui “ogni spettacolo richiama alla necessità della mutazione, di rivedere la tradizione, di passare allo scanner luoghi comuni, aspettative, priorità” come afferma la direttrice artistica Valentina Marini che aggiunge: “Allo stesso tempo ogni spettacolo ci trascina in un catalizzante viaggio trasformativo in sé, per non farci dimenticare che accanto al senso di impotenza esiste una dimensione plurale che chiama all’esserci, in tutte le sue forme, compreso quello del gioire insieme quando non ci appare più possibile’.

Scintille è una produzione ORBITA-Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza con il sostegno del MIC e della Regione Lazio, in collaborazione con ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio, Spazio Rossellini, Teatro Ambra Jovinelli, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Fondazione Roma Tre Teatro Palladium.

La stagione si apre il 19 gennaio al Teatro Ambra Jovinelli con Sonate Bach – Di fronte al dolore degli altri di uno dei maestri riconosciuti della danza contemporanea europea, Virgilio Sieni. A 20 anni dalla sua creazione nel 2006, uno spettacolo che, pur con le dovute differenze, sembra parlare del nostro presente nel suo riflettere sulla tragica condizione dei civili nelle zone di conflitto bellico. In relazione con uno straordinario materiale fotografico realizzato da reporter di guerra, 11 pezzi coreografici su altrettanti luoghi sotto assedio: Sarajevo, Kigali in Rwanda, Srebrenica, Tel Aviv, Jenin, Baghdad, Istanbul, Beslan, Gaza, Bentalha, Kabul. 11 pezzi, 11 luoghi, così come 11 sono i brani che compongono le 3 Sonate di Johann Sebastian Bach.

Di diverso impianto è Nostalgia, creazione firmata dal coreografo Giovanni Insaudo, in scena a Spazio Rossellini il 30 gennaio, in collaborazione con ATCL. Nostalgia è una performance multimediale che, ripercorrendo al contrario l’ordine cronologico di una esibizione, mette al centro il desiderio e la necessità di rivivere quegli attimi unici e irripetibili che avvengono in scena e nella vita, trascinando il pubblico dentro le emozioni della memoria e in un’esperienza di spostamento percettivo.

Il 13 febbraio la stagione si sposta al Teatro Biblioteca Quarticciolo per The Doozies – Eleonora Duse, Isadora Duncan e noi della coreografa Silvia Gribaudi con l’attrice e regista Marta Dalla Via. Giocando semanticamente con l’espressione colloquiale americana “to be doozy” (essere fuori dall’ordinario), lo spettacolo è un grande omaggio a due icone anticonformiste come Eleonora Duse e Isadora Duncan, pioniere delle istanze femministe e di un’interpretazione politica dell’arte. Come affermano le stesse autrici nelle note di regia: “Dove sono questi lasciti, ci siamo chieste, visto che, a più di cento anni di distanza, ci troviamo ad affrontare gli stessi identici discorsi sul palco e fuori, le stesse battaglie per la parità e contro la dittatura del physique du role? The Doozies vuole essere un’opera intorno alla meraviglia della stranezza’.

Sempre al Teatro Biblioteca Quarticciolo appuntamento il 20 febbraio con Shifting the Silence, restituzione della residenza di Charlie Prince, che ritorna anche quest’anno grazie a ‘Artisti in Orbita’, un programma di sostegno ai processi creativi finanziato dalla Regione Lazio che permette al Centro, nel prossimo triennio, di implementare le sue azioni di supporto alle ricerche artistiche, traghettandone i risultati migliori in stagione. È il caso del lavoro di Prince che si muove tra danza, musica e performance, indagando il corpo come luogo di inscrizione politica e poetica, segnato dall’esilio e dall’eredità coloniale, cicatrici che l’artista maneggia attraverso la danza trasformando la vulnerabilità in rivolta.

Dopo quello di Virgilio Sieni, la stagione 2026 di Orbita Spellbound accoglie il riallestimento di un altro spettacolo che ha segnato la storia della danza contemporanea italiana: il 24 febbraio allo Spazio Rossellini, in collaborazione con ATCL, andrà in scena Tu non mi perderai mai 2005-2025 (finalista premi UBU 2025 come miglior spettacolo di danza) in cui Raffaella Giordano, protagonista da oltre 30 anni della scena europea, affida alla giovane coreografa e autrice Stefania Tansini la re-interpretazione, dopo 20 anni, di uno tra suoi assoli più misteriosi e inafferrabili, Tu non mi perderai mai, ispirato dal Cantico dei Cantici.

Il 2 marzo si torna al Teatro Ambra Jovinelli con un doppio programma: Rhapsody in Blue, coreografia firmata dalla coppia d’arte e di vita composta dalla basca Iratxe Ansa e dall’italiano di origini slave Igor Bacovich; e, a seguire, Holy Shift, creazione eseguita da Spellbound Contemporary Ballet e firmata dal suo fondatore, il coreografo Mauro Astolfi. Rhapsody in Blue è una vera e propria esplosione di creatività e fantasia incarnata sul palco da 16 danzatori che ruota intorno alla celebre composizione di George Gershwin; Holy Shift è invece una riflessione sulla rottura del paradigma, un elogio al disorientamento contro la dittatura dei modelli imposti, un invito profondo ad abbandonarsi al cambiamento.

Di nuovo allo Spazio Rossellini il 13 marzo per l’imperdibile appuntamento con Cani Lunari del Premio Ubu Francesco Marilungo, fra le coreografie più apprezzate dalla critica e dal pubblico in tutto il 2025 e presentata a Roma da Orbita Spellbound in collaborazione con ATCL. Partendo dalla suggestione del fenomeno ottico dei “cani lunari” – ovvero la rifrazione della luce lunare nei cristalli di ghiaccio atmosferici -, i 5 performer in scena si muovono fra trance e house dance immergendosi in antichi culti estatici femminili, pratiche magiche e testi sciamanici. Come afferma Marilungo, “Cani Lunari vuole essere una riflessione sulla magia intesa come sapere alternativo alla scienza positiva; un invito a recuperare alla nostra coscienza qualcosa del numinoso mondo delle streghe per provare a re-incantare il mondo”.

Un altro prezioso ritorno nella programmazione di Orbita Spellbound è quello di Andrea Costanzo Martini che il 21 marzo al Teatro Biblioteca Quarticciolo presenta due creazioni: Pas de Cheval e What happened in Torino. La prima è un duetto ispirato alla figura del cavallo – simbolo di grazia, forza e libertà – che mette a confronto l’animale con il performer, esplorando i confini tra addestramento e libertà, obbedienza e desiderio, virtuosismo e vulnerabilità; la seconda invece è il primo solo dell’artista, in cui si misura con gli stati emotivi e fisici che attraversano il suo corpo in scena, nella lotta costante tra il desiderio di essere osservato e l’angoscia di divenire puro oggetto-merce.

Sempre al Teatro Biblioteca Quarticciolo, il 10 aprile debutta in Prima Nazionale We in a Box, performance-concerto del percussionista Joss Turnbull che coinvolge sul palco la boxeur keniota Everline Akinyi Odero in uno spettacolo ad alto impatto emotivo. Nella lotta fra il battito di un tamburo iraniano e le tecniche della boxe, i più comuni gesti del vivere quotidiano, come il respirare o l’asciugarsi il sudore, diventano materiale coreografico, rendendo tangibili la vulnerabilità e la resistenza, toccando questioni arcaiche dell’essere umano.

L’ultimo dei tre appuntamenti della stagione al Teatro Ambra Jovinelli, il 20 aprile, è quello che segna il ritorno nella programmazione di Orbita Spellbound del danzatore, attore, regista e coreografo argentino di base a Parigi Luciano Rosso, reso famoso dallo spettacolo Un poyo Rojo, in tournée mondiale da oltre 10 anni. La sua nuova creazione dal titolo Apocalipsync è un one-man-show di teatro fisico, nel quale Rosso utilizza diverse discipline sceniche, interpretando una quarantina di personaggi in 10 scene che si succedono senza interruzione, per invitare il pubblico a interrogarsi e riflettere sul mondo nel quale viviamo, dominato dall’alienazione tecnologica e dalla continua performance sull’identità.

Il 10 maggio Scintille fa tappa al Teatro Palladium con Asteroide, la nuova creazione di Marco D’Agostin, vincitrice del premio UBU 2025 come miglior spettacolo di danza dell’anno. In questo lavoro che parte dall’estinzione dei dinosauri a causa dell’impatto sulla terra di un asteroide, il pluripremiato coreografo veste i panni di un paleontologo che pian piano trasforma la sua conferenza sui fossili in un bizzarro musical, facendo esplodere un cortocircuito tra la scienza e l’amore, l’intrattenimento e l’informazione, la vita e la morte, la danza e il teatro. Fra tradimenti, ossa di dinosauro e misteriose grotte piene di iridio, Asteroide racconta la straordinaria capacità della vita – e dunque dell’arte – di ripresentarsi sempre, in nuove forme, senza soccombere mai.

Se D’Agostin insiste sulla forza della vita, al contrario il coreografo Matteo Carvone esplora l’orizzonte del post-umano con Icarus, restituzione di residenza sostenuto nell’ambito di ‘Artisti in Orbita’ e aperta al pubblico il 15 maggio al Teatro Biblioteca Quarticciolo, ultimo appuntamento della stagione 2026 di Orbita Spellbound. In una coreografia che si svela come eco di un linguaggio dimenticato – un gesto fossile che riaffiora in un mondo svuotato di umanità – Carvone si chiede: chi danzerà quando l’uomo non ci sarà più? La performance non è la storia di una caduta né una celebrazione del volo, ma l’attraversamento di una soglia: tra materia e assenza, tra gesto e glitch, tra rovina e luce. È l’abbagliante istantanea di un Icaro troppo vicino al sole, in quel momento liminale tra ascesa e dissoluzione.

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