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A Venezia la Napoli inedita di Rosi in concorso alla Mostra

VENEZIA (ITALPRESS) – “Nasce da un mio amico carissimo, Pietro Marcello. Mi dice: vorrei fare un film a Napoli, ma non ho più la pazienza. Lo dovresti fare tu. E così mi ha aperto una porta”. Da quell’invito informale prende forma Sotto le nuvole, il nuovo film di Gianfranco Rosi, presentato oggi in concorso in una delle giornate più fitte della Mostra. Il regista ha scelto di accettare la sfida di Napoli, città già raccontata infinite volte, affrontandola però da due prospettive radicali. La prima è quella della stratificazione temporale: “Ciò che mi ha colpito è questo mondo sospeso, dove il passato e il presente si parlano costantemente attraverso i millenni. Raccontare Napoli significava raccontare questa linea invisibile che attraversa il tempo”. La seconda è quella della sottrazione dai cliché, fisici e ideologici: “Ho voluto eliminare ciò che di Napoli viene spesso semplificato, i suoi stereotipi più abusati. Non volevo un film che cadesse nei luoghi comuni, ma un’opera che restituisse la città nella sua verità più stratificata e complessa”. Per farlo, Rosi ha investito soprattutto tempo: tre anni trascorsi nei paesi vesuviani, “senza conoscere nessuno, lasciando che le storie arrivassero da sole, senza scriverle o cercarle”. Un lento lavoro di immersione che ha generato un film nato dalla sottrazione, dal contatto diretto e dalla pazienza. Con Sotto le nuvole, Gianfranco Rosi misura Napoli come un territorio di confini invisibili: tra passato e presente, tra visioni sedimentate e immagini nuove, lontane da ogni cartolina.
xr7/trl/mca3 (Video di Federica Polidoro)
(ITALPRESS)