Mondiali, Uefa contro Fifa su caso Balogun: “Rischio credibilità”
Roma, 6 lug. (askanews) – La Uefa attacca duramente la Fifa per la decisione di sospendere con la condizionale la squalifica di Folarin Balogun, espulso nei sedicesimi di finale del Mondiale contro la Bosnia e reso così disponibile per la successiva sfida degli ottavi contro il Belgio.
In una nota ufficiale, la federazione europea parla di “linea rossa oltrepassata” e mette in discussione la gestione disciplinare del torneo. “Il calcio, come ogni altro sport, si fonda sulle regole, che costituiscono la base di una competizione leale, onesta e trasparente. Talvolta le regole possono essere soggette a interpretazione. In questo caso, no”, si legge nel comunicato.
Secondo la Uefa, la squalifica automatica minima di una giornata dopo un’espulsione rappresenta un principio regolamentare vincolante e non una facoltà discrezionale. “Non richiede la decisione di alcun organo competente per entrare in vigore. È un principio sancito dai regolamenti, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel corso di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica”.
La federazione guidata da Aleksander Ceferin sottolinea inoltre il rischio di creare un precedente all’interno della stessa competizione. “Quando la certezza delle regole non è più garantita da chi è chiamato a custodirle, l’integrità del gioco viene messa a rischio e la credibilità della competizione risulta compromessa”.
Nel mirino anche le possibili conseguenze future: “Situazioni analoghe dovranno ora ricevere lo stesso trattamento, con un inevitabile danno per la competizione”. La nota si chiude con un giudizio estremamente severo nei confronti della decisione della Fifa e del presidente Gianni Infantino: “Esprimiamo il nostro sconcerto per una decisione senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”.