Energie Rinnovabili

L’eolico “sale in cattedra”: l’istruzione STEM pilastro della transizione energetica

Il white paper di WindEurope delinea il percorso per rendere funzionali alla decarbonizzazione i percorsi formativi: dal potenziamento delle competenze alla creazione di modelli di cooperazione strutturata tra istituti scolastici e aziende del settore eolico. Renexia: “Attivare la connessione strutturata tra scuola e aziende è fondamentale per raggiungere con tempi certi e risultati ottimali gli obiettivi ambiziosi che ci siamo dati per lo sviluppo dell’eolico offshore all’interno della transizione energetica”.

Il settore eolico rappresenta un pilastro fondamentale per la transizione e la sicurezza energetica. Tuttavia, secondo il white paper The wind industry’s commitment to STEM education, redatto da WindEurope, il successo della decarbonizzazione dipende dalla capacità di formare una nuova generazione di professionisti del settore. Il documento evidenzia come la promozione della cultura scientifica sia lo strumento più efficace per garantire lo sviluppo del comparto energetico.

Obiettivi 2030: la necessità di un nuovo capitale umano

L’Europa si è posta il traguardo di raggiungere il 42,5% di energia rinnovabile entro il 2030. Per farlo, la capacità eolica dovrà passare dai 285 GW attuali a 425 GW. Questo incremento richiede un netto potenziamento delle professioni tecniche specializzate, dalle 400.000 unità odierne a 600.000 unità entro la fine del decennio. Il raggiungimento di tali numeri è strettamente legato agli obiettivi del Piano Strategico per l’Educazione STEM della Commissione Europea, che punta ad avere il 45% degli studenti dei percorsi secondari e professionali impegnati nelle discipline scientifiche, garantendo che almeno un terzo di questi siano donne. Senza un intervento sui processi di autorizzazione, sulle reti e, soprattutto, sulle competenze STEM, questi obiettivi rimarranno irraggiungibili.

Analisi delle criticità: perché il sistema attuale non basta

Nonostante l’interesse crescente, esistono barriere sistemiche che limitano l’impatto dell’industria nell’istruzione. Il white paper identifica tre principali ostacoli:    

  • Assenza di quadri di riferimento strutturati. Manca un meccanismo formale o punti di contatto chiari tra scuole, imprese e autorità educative, rendendo le collaborazioni imprevedibili e difficili da scalare su base regionale.
  • Programmi scolastici rigidi. I curricula nazionali offrono pochi spiragli per l’apprendimento applicato all’industria, lasciando gli insegnanti privi di supporto nel collegare la teoria a esempi pratici del mondo reale.
  • Progettualità a breve termine. La maggior parte delle iniziative dipende da finanziamenti temporanei o dall’impegno di singoli “campioni” della formazione. Una volta esauriti i fondi o sostituito il personale, la cooperazione spesso si interrompe, impedendo un’integrazione strutturale nel sistema educativo.

Secondo il punto di vista del player Renexia: “Per affrontare le sfide legate tanto alla decarbonizzazione quanto alla richiesta sempre più crescente di energia pulita, c’è assoluto bisogno di favorire un maggiore accesso da parte degli studenti alle materie STEM, per sostenere la formazione nelle tradizionali competenze e per promuovere le nuove. Insegnanti qualificati e studenti formati è un fattore imprescindibile per lo sviluppo futuro del settore energetico. Lo sviluppo dell’eolico offshore, soprattutto con il ricorso alla tecnologia floating, non fa eccezione, anzi proprio per le sue caratteristiche costruttive e tecnologiche innovative è una cartina tornasole. Da tempo Renexia mette a disposizione il proprio personale per le visite guidate degli studenti delle scuole di primo e secondo grado ai propri impianti onshore e offshore per alimentare la voglia di conoscenza dei giovani e ha costruito, anche con il coinvolgimento di altre aziende del Gruppo, una solida rete di collaborazioni con il mondo delle Università. Legare la decarbonizzazione allo sviluppo industriale significa: produrre energia pulita con ricadute occupazionali molto significative lungo l’intera catena del valore e sostenere la creazione di nuovo know-how; contribuire in maniera fattiva all’indipendenza energetica del sistema-Paese; abbassare i costi in bolletta. In questo scenario Renexia sta facendola la sua parte, il rapporto tra impresa, mondo scolastico e accademico è vivo ed è il segnale di un approccio che va nella giusta direzione. L’auspicio è che si possa dare struttura e istituzionalizzare il rapporto secondo i canoni europei dell’istruzione STEM, investendo con decisione e lungimiranza nel futuro dell’Italia”.

L’efficacia dei modelli pilota: Danimarca, Irlanda e Polonia

Per superare queste barriere, tra il 2024 e il 2025 sono stati avviati programmi pilota che hanno coinvolto attori intra-settoriali.

In Danimarca, è stato testato un modello di coordinamento regionale basato sul centro STEM “Energy & Water” di Copenaghen. In collaborazione con Green Power Denmark, il centro ha adattato i kit didattici di WindEurope al programma scolastico nazionale, integrando metodologie di maker-space. Il modello ha dimostrato che un hub regionale può gestire attività costanti e affidabili, rendendo i temi dell’energia eolica facilmente accessibili tramite moduli didattici strutturati che raggiungono 20.000 studenti all’anno.

L’Irlanda ha invece esplorato il potenziale di un coordinamento a livello nazionale. L’associazione Wind Energy Ireland ha collegato scuole e aziende, mentre l’ong STEAM Education ha allineato i materiali al framework curricolare irlandese. Questo approccio ha ridotto i tempi di preparazione dei docenti e ha permesso a oltre 200 studenti di visitare parchi eolici operativi, rendendo l’apprendimento tangibile.

In Polonia, il focus è stato rivolto alle scuole tecniche secondarie. L’Associazione polacca per l’Energia Eolica ha collaborato con le autorità della regione di Lubuskie per introdurre materiali specifici sull’eolico offshore. Il coinvolgimento avanzato dei sovrintendenti scolastici ha garantito legittimità all’iniziativa, facilitando l’incontro tra studenti e tecnici specializzati.

Raccomandazioni per una riforma dell’istruzione scientifica

Il documento si chiude con un appello alle istituzioni europee e nazionali per un’azione coordinata. A livello UE, si richiede l’integrazione del settore eolico nel prossimo European STEM Executive Panel per modernizzare i programmi di studio, in linea con i valori della transizione energetica. Inoltre, la Commissione Europea dovrebbe dedicare almeno un focus tematico dei Centri di Educazione STEM alle energie rinnovabili.

A livello di Stati Membri, è essenziale istituire strutture di coordinamento permanenti per evitare la frammentazione delle iniziative. I governi, secondo le sollecitazioni di WindEurope, dovrebbero garantire flessibilità curricolare per favorire l’apprendimento applicato e fornire formazione specifica sia ai docenti che agli esperti industriali che interagiscono con le classi. Infine, è cruciale assicurare finanziamenti a lungo termine per sostenere partnership durature che rafforzino gli ecosistemi locali di innovazione.

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