L’eolico europeo verso il 2030: corsa all’energia e “fame” di competenze

Dati WindEurope: prevista una crescita a 483.000 addetti con l’obiettivo di toccare i 350 GW entro fine decennio. Renexia: “La rivoluzione energetica dell’eolico si traduce in crescita sostenibile, indipendenza energetica, nuova occupazione”.
Il settore dell’energia eolica in Europa si prepara a una trasformazione radicale che non riguarda solo la tecnologia, ma il tessuto stesso del mercato del lavoro. Secondo le ultime stime di settore, realizzate da WindEurope, il comparto è destinato a diventare un volano occupazionale senza precedenti. Il motore di questa crescita è un ambizioso piano industriale che prevede l’installazione media di 30 GW annui a livello continentale tra il 2025 e il 2030. Analizzando specificamente il contesto dell’Unione Europea (UE-27), il panorama è dinamico.
· Occupazione totale: prevista in crescita da 360.000 a 483.000 addetti.
· Distribuzione dei ruoli: 223.000 posti diretti e ben 261.000 legati all’indotto.
· Capacità cumulata: l’obiettivo è toccare i 350 GW entro fine decennio.
Tuttavia, emerge un dato su cui riflettere: nonostante il ritmo serrato di 22 GW annui previsti all’interno dell’Unione, si rimarrebbe comunque al di sotto della soglia ideale di 425 GW fissata dai target comunitari, evidenziando la necessità di un’ulteriore accelerazione.
Eolico, la sfida dei numeri: tra target e realtà
Il settore offshore, pur essendo strategico per decarbonizzare l’energia e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, si scontra ancora con ostacoli strutturali complessi:
· infrastrutture e logistica: porti saturi e una cronica carenza di navi specializzate per la posa delle turbine in mare;
· reti elettriche: colli di bottiglia e limiti tecnici causano ritardi cronici e un aumento dei costi operativi;
· burocrazia e aste: l’incertezza sui tempi delle gare d’appalto e meccanismi di sostegno non sempre adeguati frenano gli investimenti a lungo termine.
La “risorsa umana” come pilastro strategico
La vera novità che emerge dalle analisi di WindEurope riguarda la visione della manodopera: non più un semplice “prodotto” della crescita, ma un elemento di pianificazione strategica pari ai permessi edilizi o alle infrastrutture fisiche. L’obiettivo è creare un’autosufficienza di talenti attraverso la riqualificazione (reskilling) delle risorse umane sui territori. Per facilitare questo processo, sono previsti nuovi strumenti digitali per il monitoraggio dei dati occupazionali. Questi asset permetteranno ai governi di prevedere i flussi di domanda e di allineare i programmi formativi alle reali necessità dei cantieri e delle fabbriche in tempo reale.
“Renexia è in prima linea nella rivoluzione energetica con Med Wind – così Riccardo Toto, Direttore Generale di Renexia – il parco eolico offshore galleggiante a 80 chilometri dalle coste della Sicilia, un impianto a zero impatto visivo nato dalla condivisione con le comunità e le espressioni sociali ed economiche locali per una produzione annua di 9 TWh. Sul piano dell’indipendenza energetica, i numeri di Med Wind si traducono in energia pulita per 3,4 milioni di famiglie con un risparmio annuo di 2,7 milioni di tonnellate di CO₂. In tema di crescita sostenibile, l’investimento da 9,9 miliardi di euro costituirà l’innesco di una nuova filiera industriale, con un investimento iniziale di 350 milioni di euro per una fabbrica di turbine e pale in Abruzzo, e una crescita costante di questa innovativa industria italiana nel quadro funzionale del Piano Mattei. Non ultima la creazione di nuova occupazione, con 3.000 lavoratori impiegati per la costruzione dell’impianto con impatti economici e industriali estesi ben oltre il territorio siciliano. Gli investimenti di Renexia nello sviluppo dell’eolico galleggiante sono una leva concreta per contrastare la deindustrializzazione, garantire l’indipendenza energetica, abbassare le bollette e assicurare l’energia necessaria per il futuro del Paese”.
In definitiva, la transizione energetica si vincerà liberando l’energia del vento offshore, ma con la capacità di creare una sinergia operativa tra l’industria e il mondo della formazione, garantendo che la rivoluzione verde sia sostenuta dalle persone giuste nel momento giusto.



