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Rai, presentate Fiction 2026: “Da gennaio a maggio mosaico di storie”

Roma, 17 dic. (askanews) – Da Luca Argentero (che torna sul piccolo schermo con Doc) ad Alessandro Gassmann nei panni dell’avvocato Guerrieri, da Imma Tataranni interpretata da Vanessa Scalera fino a La Preside con Luisa Ranieri. E’ stata presentata all’Auditorium Parco della Musica di Roma la stagione 2026 delle Fiction targate Rai, in programma tra gennaio e maggio.

Una ricca offerta, un viaggio nella complessità del Paese, con personaggi capaci di parlare al presente, riaffermando i valori del Servizio Pubblico, e con una ricchezza di generi e linguaggi: dal giallo alla commedia, dal legal al thriller, dal dramedy alla ricostruzione storica, dal civile al coming of age.

“Le novità – dice la direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati – si fondano su protagonisti e temi inediti: storie civili che interrogano la coscienza collettiva, di riscatto, biografie di grandi figure della cultura e dello sport, saghe familiari che attraversano il Novecento. Accanto a queste, commedie sentimentali arricchiscono il panorama con leggerezza e ironia, mentre polizieschi, thriller e legal drama esplorano tensioni morali del presente. La forza della fiction sta nel sapersi rinnovare senza interrompere il dialogo con il pubblico. Insieme ai nuovi titoli tornano i grandi sequel che hanno creato un’affezione duratura: storie di comunità e solidarietà, di professionisti alle prese con dilemmi etici e personali, di giovani che cercano un futuro diverso nonostante le difficoltà. Serie che hanno conquistato i telespettatori e che, stagione dopo stagione, confermano un patto fondato sulla fiducia e sulla riconoscibilità dei personaggi. Al centro dell’offerta ci sono eroi imperfetti, personalità complesse che cercano un equilibrio tra privato e pubblico, tra sentimenti e lavoro, tra problemi familiari e impegno sociale. Hanno paure e incertezze, ma di fronte a un rischio o a una scelta affrontano la realtà con coraggio e responsabilità. Che siano ragazzi di una periferia o di un istituto minorile, un medico, un avvocato, una preside, un sostituto procuratore o un notaio, tutti portano la tensione di un racconto che interroga la società”.

“In questa cornice – conclude Ammirati – il femminile rimane un architrave strutturale, attraversa generi e storie, ridefinisce relazioni e valori e diventa motore di visioni che parlano al Paese. Le figure femminili – presidi, magistrati, professioniste, madri e figlie – sono protagoniste di percorsi che intrecciano responsabilità pubblica e vita privata e restituiscono con forza la dimensione esemplare della fiction di Servizio Pubblico. È proprio da questa capacità di dare voce a esperienze diverse e di farne specchio della società contemporanea, che nasce la forza di una proposta in grado di crescere e rinnovarsi. Così la fiction Rai si conferma ancora una volta non solo intrattenimento, ma un linguaggio attraverso il quale alimentare un dialogo vivo con il nostro presente”.

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